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giovedì 24 luglio 2008

Sono i paesaggi, a volte, che mi mancano

Sono i paesaggi a volte che mi mancano, qui in Inghilterra. I miei paesaggi. Quelli a cui sono abituato da sempre, quelli con cui sono cresciuto, quelli che mi porto dietro. E’ il guardare oltre gli scogli e vedere il mare, sono gli obbrelloni semichiusi al tramonto, il vociare lontano dei bambini… E’ una nostalgia che non mi aspettavo. Ma questo poco impora ora che vorrei solo la sabbia tra le dita, il sale sulla pelle e il vento del crepuscolo tra i capelli. C’è sempre vento al mare la sera. Ci son sempre le giostre in fondo al lido, e son sempre quelle.. il trenino arancio, i flipper, il pugiball, puzzle buble e le palline da tirare nei vasetti di Nutella per vincere i pesci rossi.. Il tempo si ferma in riviera.. Le bancarelle vendon ancora Dylan Dog, ma ora han più numeri, Le polacche ci sono ancora, ma ora sembran bambine, Il Charly Pub ha ancora lo stesso listino, ma ora, i prezzi, sono in euro.. Ogni volta, in riviera, è come tornare adolescente, come ritornare ai tempi in cui si “scappava” dalla città in cerca di ragazze facili e si finiva a dire stronzate in spiaggia fino all'alba, i tempi in cui si correva in risciò per le vie del lido, i tempi in cui c’eran gli “amici del mare”..

tutto mi sarei aspettato davvero, tranne che sentire nostalgia del mare...

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Da Paesaggi che ...

martedì 8 luglio 2008

Babbo Frakkiolla contro l'impero del male: Lo strano caso dello studentato fantasma

Dal diario di Babbo Frakkiolla:

Oggi, 8 luglio, è una settimana esatta che mi sono impossessato della camera “d”, al 7 piano dello studentato in Dawlish road, ma dei coinquilini presunti agli altri piani ancora nessuna traccia. Nessuno si aggira per i corridoi, nessuno parla, nessuno ride, nessuno scherza, nessuno mi chiama....lo studentato sembra deserto. Sembra io sia l'unico inquilino qui, sembra nessun'altro vi risieda...Ho chiesto al guardiano se altre persone vivono al mio piano, ma lui, abbassando lo sguardo, ha iniziato a parlare delle incessanti piogge… ho provato a bussare alle altre tre camere, ma nessuna risposta. Sono l'unico insomma, vivo solo in un appartamento da quattro..

Ma così non pare...La notte sento rumori metallici - come catene che strisciano in terra - provenire dalla cucina, esco di corsa e...nessuno...Sento voci in corridoio, come di persone al telefono, esco di corsa, ma...nessuno....sento un vociare sotto la finestra, mi affaccio ma....di nuovo nessuno...eppure la cucina si sporca, in frigo c'è cibo non mio, le briciole per terra aumentano e il MIO gin nella dispensa diminuisce di livello senza che io lo beva...

E' uno strano caso, in cui da solo non mi raccapezzo, motivo per cui decido di chiamare Zaganel Holmes, amico di lunga data, grande conoscitore di studentati e di abitudini degli studenti d'oltre manica.
“Buongiorno Frakkiolla, qual buon vento.. Esponimi pure il tuo problema, e metti su la Moca che ho voglia di una tazza di caffe” disse Zaganel con il suo solito aplomb... ”E ovviamente anche un goccio di grappa Bocchino, dopo il caffe..”
“presto fatto” gli rispondo, afferrando saldamente la caffettiera.
“Calli sulle mani appena accentuati...più che altro un ispessimento della pelle...Deduco che saran almeno tre settimane che non vedi Linda...e al contempo noto anche che sei un ragazzo fedele...bravo Frakkiolla” disse Zaganel soddisfatto..
Nonostante la vergogna si stia impadronendo del mio volto, devo notare che il mio amico non ha perso il suo talento, gli basta un dettaglio per capire molte, troppe cose..
“e dal rossore deduco anche di aver ragione...spiegami un po' che succede dai..”
dopo pochi minuti, il fido Zaganel inizia ad aggirarsi per lo studentato a ricerca di indizi...
“il pavimento è sporco, molto sporco...so che tu sei una persona molto pulita,e immagino con il trasloco non abbia ancora avuto tempo di pulire la cucina”
“esatto” gli rispondo “Ho pranzato praticamente sempre fuori.. ed ho impiegato ore a traslocare tutto dalla casa vecchia...praticamente in cucina non sono mai entrato...”
“mmm...interessante” ripete lui “molto interessante...vediamo...di fianco al frigo, uno spaghetto sporco di pomodoro...da come è incrostrato direi che potrebbe avere almeno due settimane...mmm...non è pomodoro, a dirla tutta, ma..”...e dopo una breve annussata disse, con aria schifata.. “Ma ketchup! Cosa ti fa pensare questo frakkiolla”
“che gli spiriti che vivon si son impossessati di questa casa han cattivo gusto in cucina...”
“spiritoso sei...ma cerchiamo nuovi indizi....mmm...il fornello...questa concrezione marrone che vedi, cosa credi che sei??” mi chiede lui
“ruggine?” rispondo
“No Frakkiolla” disse Zaganel, scrostando con la fida unghia del mignolo una stallagmite gelatinosa dal fornello e avvicinando il prodotto al naso.. “è marmite, vecchia di almeno tre settimane”
Risponderei qualcosa, ma un conato di vomito si impossessa di me..
“Ci sono infiniti indizi, in questa cucina per capire la natura di quelli che tu chiami spiriti, e per spiegare i rumori notturni....Vediamo se lo capisci da solo, mio caro Frakkiolla” continua Zaganel Holmes “Il gin finisce, dalla credenza mancan dei bicchieri, la notte senti dei rumori, corri fuori e non vi trovi nessuno, la camera “a” è legata da una serie di gocce odoranti di alcol alla cucina che han lasciato macchie indelebili sul pavimento.. nella credenza c'è the e le piantine dritte sotto la finestra sono tutte morte...chi è l'unico essere che potrebbe creare una cosa del genere, caro Frakkiolla?”
ci penso a lungo, ma non capisco...”scusa, spiegami la storia delle piantine...noto anche io che nella aiuola qui sotto solo le piante in corrispondenza della finestra della cucina sono morte, ma questo cosa significa??”
“il vomito è acido, caro il mio Frakkiolla..”
improvvisamente ho capito tutto, il gin mancante, rumori balordi la notte, silenzio assoluto di giorno, piante morte, sporco, vomito, avanzi di cena già alle 6 di sera, marmite e spaghetti con il ketchup..
“VIVO CON UN'INGLESE ZAGANEL, VIVO CON UN INGLESE” urlo..
“Elementare mio caro Frakkiolla, è proprio questo che ti sta capitando...

Ed è così che il mistero venne svelato, ed e’ cosi’ che mi si spiego’ perche’ dopo una settimana non avevo ancora conosciuto nessuno dei vicini…

mercoledì 2 luglio 2008

Addio Tiverton

Gli addii son sempre stati difficili, sin da bambino, quando mi ci volevano ore a salutare Stefano e Laura, i miei amichetti del mare, o quando poco più grande finite le vacanze studio non avrei mai voluto lasciar tornare a Modena i miei soliti amici..Poi i tanti addi in stazione, i “dai ci sentiamo” detti a persone conosciute per caso lungo la strata, a cui nessuno ha mai realmente creduto per i troppi impegni, ritmi e velocità della nostra vita contemporanea. Poi gli addii taciti, quelli che non hai nemmeno il coraggio di pronunciare.. E così, tra una cena e un altra, un gin, un filmino, una pezza della pam e il rumore dei tasti della Nina in chat, anche quella avventura è finita. Son ancora all'estero, ma in un nuovo appartamento ora, non tanto lontano da quella casetta con le stanze colorate di cui vi ho parlato a lungo, non tanto lontano da quella via di cui non son ancora riuscito a pronunciare il nome in modo corretto, non tanto lontano da quel carrello di sainsbury diventato ormai dimora per l'edera britannica..L'ho lasciata vuota e sola quella casa ieri notte tardi, vuota e sola come il mio animo. L'ho lasciata con l'umore dondolante come chiavi dimenticate nella toppa, l'ho lasciata senza poca voglia di traslocare, di cominciare tutto da nuovo, l'ho lasciata con poca voglia di mettermi in discussione e cominciare da nuovo, l'ho lasciata con l'entusiasmo dondolante di chi vorrebbe esser al mare a sorseggiare mojito con un cannuccia lunga lunga invece che qui al fresco a cercare articoli per la tesi....depressione??? No, sana nostalgia...ciao cari..