
Gli addii son sempre stati difficili, sin da bambino, quando mi ci volevano ore a salutare Stefano e Laura, i miei amichetti del mare, o quando poco più grande finite le vacanze studio non avrei mai voluto lasciar tornare a Modena i miei soliti amici..Poi i tanti addi in stazione, i “dai ci sentiamo” detti a persone conosciute per caso lungo la strata, a cui nessuno ha mai realmente creduto per i troppi impegni, ritmi e velocità della nostra vita contemporanea. Poi gli addii taciti, quelli che non hai nemmeno il coraggio di pronunciare.. E così, tra una cena e un altra, un gin, un filmino, una pezza della pam e il rumore dei tasti della Nina in chat, anche quella avventura è finita. Son ancora all'estero, ma in un nuovo appartamento ora, non tanto lontano da quella casetta con le stanze colorate di cui vi ho parlato a lungo, non tanto lontano da quella via di cui non son ancora riuscito a pronunciare il nome in modo corretto, non tanto lontano da quel carrello di sainsbury diventato ormai dimora per l'edera britannica..L'ho lasciata vuota e sola quella casa ieri notte tardi, vuota e sola come il mio animo. L'ho lasciata con l'umore dondolante come chiavi dimenticate nella toppa, l'ho lasciata senza poca voglia di traslocare, di cominciare tutto da nuovo, l'ho lasciata con poca voglia di mettermi in discussione e cominciare da nuovo, l'ho lasciata con l'entusiasmo dondolante di chi vorrebbe esser al mare a sorseggiare mojito con un cannuccia lunga lunga invece che qui al fresco a cercare articoli per la tesi....depressione??? No, sana nostalgia...ciao cari..
1 commento:
uaaaaahhhh...che tristessa..
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