La linea per Stratford-Upon-Avon, non era la prima volta che la prendevamo. Passa per il nulla quel treno. Fossimo stati nel vecchio west dal finestrino avresti visto covoni di paglia e cavalli. Qui vedi infiniti campi verdi e mucche. Il colore è diverso ma non il senso di desolazione. Il treno è quello che ti aspetti nel far west. Sedili rigidi, giunti arrugginiti, rotaie vecchie, e incedere leento leento. E le fermate sono, a richiesta… Fuori piove, come l’altra volta. La destinazione ha, di nuovo, un fare mistico. In passato era stata verso la città di Nick Drake, ora è quella di Shakespeare. C’è l’aria buona qui da torno, a quanto pare. Oltre a questi due nomi importanti le Midlands vantano Ozzy Osborne e Led Zeppelin. Però. Io che credevo fossero americani. In macchina Birmingham-Stratford sarebbero 20 minuti di guida contromano; in treno quasi un ora. E siamo in pianura. Non male per il paese che ha inventato le ferrovie. Ma vale la pena. Il paese e'... diverso. O meglio simile a tutti gli altri ma diverso. Le case non hanno le solite geometrie, ma assi portanti disposte a caso da una mano ubriaca, più intenta a dipingere sulle pareti che non preoccupata di sostenerle. Le vie sono disposte come gli stecchetti di una partita a Shangai, e anche qui, non trovi mai quello nero, quello che passa per il centro. Nella città ci si perde, ci si aggroviglia, si fa fatica a venirne fuori, ma il perdersi è bello, scorre via veloce, non agita, ma incanta... E così passi pub, pasticcerie, la sopravvalutata casa natale di Shakespeare e tante stradine carine... Peregrinando si finisce, quasi per caso, alla tomba di Shakespeare, racchiusa in una chiesa gotica immersa in un cimitero. Sempre in giro per cimiteri te ne vai – direte – e come darvi torto.. è che qui, i cimiteri, sono come musei a cielo aperto. Ti incantano, ti stregano, ti ingabbiano, e non ne vorresti più uscire. Saran le tombe disposte senza un ordine, sarà la nebbiolina sempre presente, sarà il cielo grigio, ma quando sei in un cimiterò qui ti rilassi, diventi introspettivo, pensi a te. Non hai voglia di parlare, ma hai voglia di pensare..
e in silenzio, con ombrello ben saldo alla mano, un passaggiata lungo il fiume ti riconduce alla stazione..
Per aprire la galleria, al solito, cliccare sulla foto..
5 commenti:
Ma il treno era quello di Harry Fotter?
Stai diventando sempre più un novello Dante, visto che racconti i tuoi pellegrinaggi in terra anglosassone....
Ti dirò...mi ero chiesto:" Ma per cosa le ho caricate le foto che non scrive niente?", ma stamattina mi hai fatto questo bel regalo!
AUF WIEDERSEHEN
p.s.= Hai perso 100000000000 punti per "pensavo che i Led Zeppelin fossero americani", e Linda dovrebbe punirti per questo
azzo ne so, io credevo fossero ammerigani....mah....
Tra una festa e l'altra potresti anche scrivere qualcosa.........
Ogino
Anch'io ci sono stato, un bel po' di anni fa e l'ottimo Cesco me l'ha descritta proprio come la ricordo. Per me dovresti trovarti un lavoro tipo "scrivoleguidedellalaonelyplanet". Molto belle anche le foto comunque, bravo Cesco!
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